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2014
“INTRECCI SINERGETICI”
installazione ambientale/ multimediale
Caos - Centro Arti Opificio Siri

Un progetto di Donatella Lombardo e Roberto Pugliese, realizzato per “Satisfaction” a cura di Chiara Ronchini per Indisciplinarte presso la Project Room del Caos - Centro Arti Opificio Siri con il contributo di Regione Umbria e Comune di Terni.

L'opera
"Intrecci Sinergetici" nasce dalla volontà di coniugare due ricerche, due sensibilità che si sono incontrate nel lungo percorso che interessa la sfera artistica e relazionale di due artisti, Donatella Lombardo e Roberto Pugliese, con due ricerche diverse ma convergenti. Entrambi sono accomunati dalla voglia e dalla necessità di contaminare il proprio vissuto creativo per dare vita a risultati nuovi e inaspettati. L'incontro di due poetiche che accarezzano lo studio e la passione per l'arte affondando le proprie radici nella convinzione che l'arte stessa è prima di tutto amore per la ricerca, è osservazione attenta di ciò che appartiene al mondo e alle persone che lo popolano, penetrando nell'intimità di coloro che ne fanno parte. Essi danno voce a linguaggi differenti e alla loro personale commistione: quella del "sonoro" e di un arte che si definirebbe "tessile" se non per veridicità del suo concept originario, a un modo di fare e concepire l'opera che è entità unica, frutto di un dialogo che non vuole celebrare l'artista come il solo depositario di significato ma come il mediatore di esso.
Difatti l'estremo individualismo che talvolta caratterizza il lavoro di chi vuole fare arte oggi, rischia di chiudere le porte a collaborazioni proficue tra artisti che nel loro avvicendamento possono prima di tutto forzare quei sistemi psicologicamente autoimposti che troppo spesso tranciano la possibilità di creare spirito di aggregazione e solidarietà a più livelli nel mondo dell'arte e non solo.
"Intrecci sinergetici" visivamente palesa l'aspetto materico/ tecnologico di cui è intrisa la nostra società e il rispetto per quella tipica manualità di sensibilità artigianale, simbolo dei "micromondi" che popolano i "grandi sistemi". Vivere la globalizzazione ci permette di osservare quanto la comunicazione e l'interesse nel promuovere il proprio lavoro troppo spesso acuisca le distanze rispetto alla realtà quotidiana degli individui, quella più intima e forse più genuina. Come raccontare ciò che accade, come svelare i micromondi e le sonorità che scandiscono il ritmo della loro vita? Se non incontrandone una piccola parte e facendosi portatori di una visione?



La fredda tecnologia si avvinghia armoniosamente ai frammenti tessili, frutto della relazione innescata dall’artista durante la residenza a Terni. Brandelli simbolici e al contempo elementi di “cura” che riportano in sé tracce materiche e virtuali delle aziende visitate. Ciò che ne emerge è un fitto sistema d’interazione tra aziende e territorio estrapolato non solo dalla ricerca sul campo e dal confronto diretto con coloro che ne sono protagonisti, ma dagli intrecci digitali che avvengono sulla rete attraverso la quale oggi le aziende creano e promuovono la propria storia.
Un intreccio sinergico di materiali, suoni, persone, storie e passioni. I due artisti dialogano a ritmo di empatia nei confronti di un luogo a loro nuovo, consapevoli dei materiali usati, entrano in contatto con nuove esperienze dalla parte del sensibile, penetrando nell’anima di ciò che muove e rende vivo un territorio. Una poesia costante li accompagna in questa esperienza.

Nasce così l’installazione sonora Intrecci sinergici, una cascata di plastica e ferro, di cavi intrecciati, s’ispira e si oppone alla natura, la cascata delle Marmore, simbolo della città di Terni, legando il costante suono dello scorrere delle acque, all’inevitabile scorrere di quei suoni, colonna sonora dello scenario lavorativo della città. All’aspetto sonoro si unisce l’immagine, il risultato è un’imponente installazione di grande impatto visivo.”

(cit. tratta dal comunicato stampa della mostra)



"Le storie che solcano anche per breve tempo le nostre vite, sono storie cercate e talvolta rubate, frammenti di narrazioni scomposte che anelano a un ricongiungimento: vero per intento, fittizio per deficit di funzione. Difatti molti di questi racconti sono assorbiti dalla rete dove informazione e propaganda si confondono a più livelli. Nel saggio "Cyborg nati?" Andy Clark afferma che le nuove tecnologie costituiscono una cascata di aggiornamenti mentali, sconvolgimenti cognitivi nel corso dei quali l'architettura della mente umana viene alterata e trasformata". Al suo pensiero si unisce quello di Walter J. Ong, Marshall McLuhan e molti altri che spiegherebbero con empirica efficacia le influenze dei media attuali sulle attività cerebrali di coloro che ne usufruiscono quotidianamente. Queste influenze trasformano il nostro modo di ricordare la Storia (si pensi a Wikipedia) o le storie, quelle con la “s” minuscola, in quanto a mutare sono prima di tutto le nostre qualità percettive. La necessità di "ricordare", "archiviare" la conoscenza (racconti, Storia e storie, esperienza, ecc.) è un bisogno antico. La tradizione orale faceva affidamento a funzioni mnemoniche che divenivano depositarie della parola trasmessa oralmente. Al tempo dei Greci e dei romani esistevano ad esempio delle figure professionali che fungevano da archivi viventi in modo da ovviare all'assenza o allo scarso sviluppo di archivi e registrazioni scritte. Si pensi alle figure dei mnemones, ai nomenclatores o addirittura ai monitor, sorte di suggeritori affiancati agli oratori per consigliare loro argomenti e frasi utili al discorso. Un breve salto nel passato che vuole semplicemente sottolineare il bisogno profondo di perpetuare una piccolissima parte del nostro essere umani nel mondo. Un bisogno ancestrale sempre al passo con le nuove tecnologie della mente (dalle origini della scrittura alle comunicazioni digitali) che mirano, attraverso "innovazione e sviluppo della tecnica", in parte allo stesso obiettivo: fare memoria. Da qui la scelta di estrapolare un linguaggio ipermediato come l'html per mettere a nudo codici e strutture che quotidianamente e velatamente rendono visibile e leggibile il mondo dell'informazione digitale. Esso è stampato su stoffa e frammentato in piccole parti. L'idea della frammentazione di un testo estrapolato dalla pagine di un sito web, è da considerarsi un'azione di sintesi concettuale che mira a sottolineare l'incapacità dell'individuo oggi di assumere consapevolezza rispetto al mondo dell'informazione veicolato da internet. E' la fragilità stessa dell'uomo che prende forma, incapace di assimilare l'enorme quantità di stimoli e informazioni visive e sonore date dai media digitali. A tal proposito il mio pensiero incontra quello di Andrea Granelli nell'affermare che "Questo fenomeno sta diventando sempre più problematico per i cittadini del “villaggio digitale”. Si va da l’anoressia informativa fino al suo speculare – l’obesità. In entrambi i casi il crescente inquinamento informativo riduce la capacità dell’uomo di assimilare in maniera sana nuova conoscenza."
Eppure quotidianamente donne e uomini grazie a internet promuovono e diffondo il proprio lavoro, la propria storia personale e sociale, superando i tradizionali confini territoriali attraverso la rete. Mettere a nudo le strutture alla base di questi media digitali è parte dell'obiettivo del presente lavoro e dell'attuale ricerca da me intrapresa.

Così a piccoli passi sono entrata silenziosamente in quell'immaginario che intensamente e poeticamente caratterizza la ricerca di Roberto. Ho osservato per un certo periodo il suo modo di concepire le opere, di allestirle, di ascoltarle, provando a cogliere il tecnicismo di cui sono strutturalmente intrise e non solo. Il mio intervento è paragonabile ad un "innesto".
Le trait d'union è l'interesse per il mondo dei media tecnologici e il modo in cui la gente vive il proprio territorio (reale/ virtuale) interagendo con essi, tracciando la propria storia e costruendovi la propria visione personale del mondo che è dentro e fuori di se. La scrittura del web e le sonorità meccaniche, in quanto tracce di vita, sono poste in relazione dialogando all'unisono a 'incidere' una piccola parte della memoria dei lavoratori. ”

Donatella Lombardo


“Intrecci sinergetici vuole essere un frammento della vita artigianale ed industriale di Terni, un punto di vista altro, parallelo alla realtà di questa città in bilico tra tradizione ed innovazione. La grande installazione è costituita da una serie di supporti in ferro appositamente realizzati che sorreggono degli speaker audio. L' audio riprodotto dall'opera nasce dalla elaborazione mediante dei software realizzati ad hoc di alcune registrazioni effettuate in aziende e in botteghe artigianali del territorio. I software contengono dei processi genetici che conferiscono psicoacusticamente ai suoni in ingresso un risultato "organico"; in base alla quantità e alla qualità della elaborazione i suoni vengono percepiti più o meno "naturali" pur conservando in parte la loro natura meccanica. L' ambiguità creata da questi processi spinge inevitabilmente il fruitore a porre maggiore attenzione al messaggio acustico, cercando di stabilirne l'origine. L'idea di utilizzare dei suoni del territorio nasce dalla volontà di non "colonizzare" acusticamente un "paesaggio sonoro" già ricco di sonorità caratteristiche ed articolate ma, di valorizzare e di reinterpretare quest'ultimo mediante l'utilizzo di processi legati alla mia ricerca. La presenza di diverse fonti audio conferisce al lavoro una spazialità maggiore, in questo modo la percezione degli spettatori viene estesa rendendo maggiormente immersiva l'esperienza installativa.  Esperienza che visivamente si arricchisce grazie al contributo di Donatella, artista il cui lavoro gode di meticolosità, autenticità e grande sensibilità. Credo però sia stata la "poesia" a rendere possibile l'unione di due "modi operandi" apparentemente distanti e contrastanti, "intrecciandoli" e consegnando un un'alchimia preziosa che va ben oltre la semplice somma di due personalità o di due ricerche artistiche. E' di fatto la poesia a caratterizzare il risultato artistico presente in "Intrecci sinergetici". In questo modo i cavi che sono una costante di tutti i miei lavori, non sono più solo un groviglio tecnico dalle sembianze organiche ma, diventano una tessitura che ospita frammenti di stoffa carichi di "informazioni mediatiche". I collegamenti non sono più solo audio ma diventano porte verso una lettura altra, delle connessioni sia concettuali che materiali che restituiscono dati "reali". Le informazioni sembrano viaggiare dal computer agli speaker passando per la tessitura elettronica. L'inserimento di queste informazioni conferisce alla matassa di cavi delle sembianze mistiche ma allo stesso tempo chiarificatrici che danno vita ad un binomio sinergetico tra tecnica e poesia. L'intervento di Donatella è andato ben oltre una semplice "rilettura" del mio lavoro, è penetrato affondo nella mia ricerca arricchendola di nuovi significati e punti di riflessione. Intervento che non si lega solo a questa esperienza artistica ma che ha le radici in una condivisione alimentata da un costante scambio di opinioni, riflessioni, testi, manuali ed esperienze di vita che ci ha consentito di raggiungere la maturità per pensare e produrre dei lavori insieme.” 

Roberto Pugliese


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2014
IL MEDIUM E’ IL “MESSAGGIO”
Progetto/opera ideato da Donatella Lombardo per l’opera vincitrice del primo premio Prima Pagina Art Prize de Il Resto del Carlino, un’iniziativa a cura del critico d’arte Valerio Deho, esposta presso Arte Fiera 2014 e attualmente parte della collezione del quotidiano.

ABSTRACT
“Seguendo il pensiero dello studioso Walter J. Ong, disquisito nel saggio Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola, è lo spazio visivo, veicolo d’idee per l'opinione pubblica, a mutare nei secoli assieme allo stile narrativo e ai caratteri tipografici, i quali inevitabilmente divengono espressione dell'epoca in essi racchiusa. Lo stesso famoso sociologo Marshall McLuhan, studia le relazioni che intercorrono tra i "vecchi" e i "nuovi" media (dalla scrittura, alla stampa fino all'elettronica e oltre), evidenziando l'influenza dei medesimi sull'individuo, una volta che il medium è stato interiorizzato. Il medium dell’informazione nello specifico è ricco “di notizie, stimoli visivi e memorie” organizzate in uno spazio visivo che varia in relazione alla struttura del suo contenitore. Secondo i due studiosi, l'intelligenza umana possiede una peculiarità, quella di essere "autoriflessiva". Ciò permette al fruitore di interiorizzare il medium con la quale egli stesso si relaziona quotidianamente. A seconda della sua natura, il medium (per es. carta stampata, televisione, Internet) possiede uno "spazio" visivo e/o sonoro, in continua trasformazione che accompagna quel processo di elaborazione di qualsiasi dato o informazione (testuale, grafica, sonora). In sintesi, il medium, in relazione alla sua struttura suscita negli utenti determinati comportamenti e modi di pensare se non addirittura una diversa visione della cultura dell'immagine mondo, così come la definisce il filosofo tedesco Martin Haidgger.

Data tale premessa, (…) si descrive a seguire la tipologia d’intervento e le modalità espressive dell’opera proposta attraverso una serie di azioni riassumibili in 5 punti:

1_ (…) simulazione della prima pagina web del giornale online con uno o più articoli tratti dalle edizioni originali selezionate, col fine di ottenere (...) la traduzione degli articoli nel linguaggio web odierno, ovvero il linguaggio html. (…) Il suo disvelamento per mezzo della stampa su tessuto, ha lo scopo di mettere metaforicamente in luce una parte della nuova struttura tecnologica della stampa di oggi che si è fatta virtuale: "Il contenuto dei media digitali sono tutti gli altri media (a partire da quelli analogici)" (cit. Jay David Bolter e Richard Grusin, Remediation. Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, a cura di Alberto Marinelli, 2002.).

2_ (…) Creazione di un file di testo per la stampa su tessuto:
a questo punto è stata effettuata un’operazione di collage degli articoli tratti dalle copie originali inviate dal Resto del Carlino e tradotti nel linguaggio html con i dati e le informazioni provenienti dal sito del quotidiano. Tale rielaborazione vuole stimolare una riflessione tra l’organizzazione visiva della carta stampata e quella dell’edizione digitale e la sua evoluzione in accordo con le esigenze dell’individuo e l’innovazione tecnologica.

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Stampa su tessuto della rielaborazione ottenuta montata sui telai di legno: 1 (cm 50x50) e 1 (cm 25x25).

4_Stampa su carta opaca di un frammento di articolo che racconta il sequestro di Nicoletta Nardi tratto da il Resto del Carlino, anno 89°, nuova serie anno 22° - N. 258 - Domenica 17 Novembre 1974.

La carta stampata è inserita sul telaio di legno vergine, avvolgendolo ordinatamente. Il telaio si lascia volutamente intravedere attraverso la carta opaca. Quest'ultimo è retro-illuminato dai led. Ciò vuole evidenziare un particolare della storia della percezione visiva dell'informazione, relativa nello specifico al testo e alle immagini, incamerato in maniera non del tutto scontata nella memoria dell'individuo.
La scelta di retro-illuminare la scrittura è posta, quindi, come evocazione di una delle caratteristiche cardine che contraddistingue e differenzia alcuni media di cui l'informazione si è servita nel tempo a partire dalla stampa su carta sino alla televisione e al computer (cyberspazio), ovvero
lo schermo retro-illuminato = spazio virtuale. Uno spazio che si contrappone al mondo tiepidamente intimistico ricamato dai fili e aghi che individuano e congelano nel tempo le parole e i simboli del nostro linguaggio contemporaneo stampati sul tessuto di puro lino di cui in parte è composta l’opera. Uno spazio nel quale le caratteristiche di opacità e trasparenza si alternano come proiezioni intrinseche alle necessità sensoriali dell’utente.
Il filo elettrico usato per collegare i led alla presa, è da ritenere parte dell'opera, in quanto sottolinea il ruolo vitale dell'elettricità per l'informazione postmoderna. Per questo motivo il filo nero elettrico è inglobato all’interno dello spazio visivo incorniciato dal telaio di legno. Esso però ne include un altro: il filo bianco di cotone che attraversa dall’alto in basso la cornice, il quale domina metaforicamente il “mezzo” rappresentato dal filo nero. E’ la realtà che vela e disvela forme e significati.

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Cucire con il filo di cotone colorato parti del linguaggio html.
Il filo colorato e sottilissimo attraversa la testa di alcuni aghi, i quali formano delle
strutture delicate e leggere. Esse si pongono come proiezioni estetiche di un mondo altro che chiede di essere osservato e coltivato tal volta in maniera del tutto imprevista. Seguendo il pensiero del teorico della visual culture Nicholas Mirzoeff, tali presenze incarnano simbolicamente la diversificazione delle informazioni visive che dominano la nostra società, sottilmente inglobate nel nostro sguardo assuefatto, eppure silenziosamente presenti nella nostra quotidianità.
Portatore di significato è
il filo di cotone rosso che attraversa la tela di lino da sinistra verso destra. E’ la creatività che rivendica il proprio ruolo costruttivo prendendo forma.

Infine l’impiego del
tessuto e l'atto del cucire divengono, a questo punto, mezzo e azione di sintesi di una storia dei media trasposta nel mondo più intimo e quotidiano (evocati dalla stoffa e dal cucito) di chi l’assume forse inconsapevolmente e acriticamente nella propria memoria.

Il Medium è il "Messaggio"


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L’opera nella sua interezza (vedi immagine sopra) è costituita da 4 telai assemblati
ed è parte della collezione de Il Resto del Carlino:

1(cm 50x50) e 1(cm 25x25) entrambi intelaiati con circa m. 1,5 di puro lino sul quale è stampato il linguaggio html;
1(cm 20x60) di legno vergine contenente nel suo spazio interno il cavo elettrico che sfonda la cornice in verticale, dall’alto verso il basso per raggiungere la presa di corrente al quale deve essere collegato per accendere i led inseriti nel telaio con carta opaca stampata.
1(cm 25x25) intelaiato con carta opaca stampata contenente un frammento di articolo relativo al sequestro di Nicoletta Nardi.

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2013

“MONUMENTO AI BAMBINI”
Progetto ideato da Donatella Lombardo e a cura di Giorgia Benedetta Soncin in collaborazione con Cuore di Pietra per la Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.

ABSTRACT “L’idea che sta alla base di questo progetto è quella di creare un lavoro che sia un monumento ai bambini, un monumento apparentemente di spensieratezza e di leggerezza legato al vento e all'aria.
Attraverso un’associazione spontanea d’immagini l'artista ha pensato alle girandole da inserire in una struttura in ferro atta ad accoglierle in quello che diventerà, successivamente, il “Monumento ai Bambini”.
Le girandole saranno in parte realizzate dall'artista, in parte dai bambini nel corso di workshop oppure portate da chiunque lo desideri durante il corso della giornata del contemporaneo in modo da dare vita ad un'opera "collettiva" concepita come un work in progress.
Gli adulti non sono esclusi dalla creazione anzi potranno partecipare, portando le loro girandole o scrivendo dei pensieri con dei pennarelli direttamente sulla carta plastificata delle stesse. A seconda della loro grandezza saranno inserite in punti diversi della struttura fino a creare una forma variopinta e spiraliforme.” 


“Il progetto partirà con la messa a disposizione online (sul sito di Cuore di Pietra, Blog, Social-Network) e distribuzione cartacea di un Kit fai-da-te per la costruzione della girandola in modo tale da permettere a chiunque lo desideri di partecipare pur non risiedendo a Pianoro.
Contestualmente, a settembre saranno programmati (uno o più) workshop con le scuole durante i quali l'artista realizzerà le girandole insieme ai ragazzi; le girandole costituiranno parte integrante dell'opera finita.
Lo stesso workshop potrà essere proposto al centro diurno, presso l’ufficio del Comune di Pianoro e nel corso della Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI, a ottobre per completare l'opera.
Nella stessa giornata, chiunque potrà portare la propria girandola realizzata grazie alla messa a punto di un video tutorial, e inserirla nella struttura metallica, parte portante del Monumento.

Se da un lato il progetto prevede il coinvolgimento di scuole, ragazzi e comunità di Pianoro, dall'altro, attraverso la diffusione del tutorial tramite web e social-network, da la possibilità al progetto Cuore di Pietra, di essere fruito e "vissuto" anche a distanza, invitando a partecipare anche chi non è a diretto contatto con Pianoro.”

Il video tutorial “Costruisci la tua Girandola con musiche di Roberto Pugliese, è reperibile al seguente link:
http://www.youtube.com/watch?v=nTmUzOHYTy4


Location

Giardino del Museo di Arti e Mestieri Pietro Lazzarini (Pianoro)
Opera permanente

5 Ottobre, 2013
Giornata del Contemporaneo: workshop e raccolta delle girandole/ inaugurazione monumento.

Scheda opera

Artista: Donatella Lombardo
Titolo:
“Monumento ai Bambini”
Dimensioni totali: cm160 x165 (variabili)


Dettagli misure
:
160 cm diametro di base
150 cm altezza struttura
15/20 cm (variabili) altezza piedi di supporto
1 foro ogni 18 cm sulla struttura a sezione tubolare
8 mm diametro foro
Sezione tubolare dimensioni 4 cm di diametro


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Opera completa

Una struttura aerea, apparentemente fragile eppure in grado di sostenere il soffio del vento e di farne la propria forza. La girandola muta il proprio significato e diventa uno strumento attraverso cui parlare permanentemente di se, raccontare una storia, evocare immagini.
A raccogliere le girandole, la struttura spiraliforme del monumento vero e proprio, che diviene parte permanente della collezione del Museo di Arti e Mestieri Pietro Lazzarini di Pianoro, un'altra forma solida nella sua giocosità apparente: simbolo del ciclo continuo della vita e dell’energia perpetua che fa muovere tutto. Simbolicamente, la spirale è posta nel giardino, insieme a strumenti di lavoro fortemente radicati nel territorio. Da qui la scelta dell'artista di dedicare questa installazione ai bambini e alla forza creativa che caratterizza i giovani, attivando un dialogo visuale tra generazioni.”
(Cit. tratta dal testo a cura di Giorgia B. Soncin, catalogo Cuore di Pietra. Artisti 2013)

Inaugurazione/ workshop (ottobre 2013)
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“Esito di una serie di workshop con le classi IB e IIIB dell'Istituto Vincenzo Neri è stata la realizzazione di circa sessanta girandole destinate alla struttura alla quale si sono sommate quelle realizzate presso il centro diurno Enrico Giusti e dai dipendenti di alcuni uffici dell'Amministrazione Comunale di Pianoro.

Il completamento dell'opera è avvenuto il giorno stesso dell'inaugurazione, in quanto
monumento partecipativo e partecipato, nel momento in cui, nel pomeriggio del 5 ottobre, alle
girandole realizzate nei workshop e a quelle dell'artista, si sono aggiunte quelle create nel corso della giornata da amici, passanti, visitatori del museo ma anche da coloro che, a distanza, hanno deciso di entrare a fare parte del progetto seguendo da lontano l'evoluzione del lavoro grazie al video tutorial (con musica di Roberto Pugliese)e alle istruzioni messe a disposizione on line su sito e blog.
L'esito ha qualcosa di positivamente “virale”, caleidoscopico e polifonico. Mai uguale a se stesso: mutevole nella propria essenza; capace di parlare del singolo nonostante la molteplicità delle voci che in essa sono contenute.”

(Cit. tratta dal testo a cura di Giorgia B. Soncin, catalogo Cuore di Pietra. Artisti 2013)


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“Il lavoro è stato concepito dall’artista come un continuo work in progress, un lavoro che guarda al futuro con occhio metaforicamente lungimirante ma che, anche all'atto pratico si rinnova, poiché le girandole, nel corso dei mesi, e degli anni, saranno rimosse e sostituite con altre nuove create da chiunque lo desideri.”
(Cit. tratta dal testo a cura di Giorgia B. Soncin, catalogo Cuore di Pietra. Artisti 2013)

Per altre informazioni, consultare la pagina facebook, alla voce “Album”:
https://www.facebook.com/donatella.lombardo.370/media_set?set=a 10201724757177289.1073741833.1131346333&type=3


Girandole realizzate dall’artista

Diario
“Dal mio diario”

Diario2

“Emigranti”

Emigranti

“Empty”

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Girandola realizzata per il video tutorial “Costruisci la tua girandola
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Girandole realizzate assieme ai bambini durante il secondo appuntamento del workshop
“Costruisci la tua girandola” presso il Museo di Arti e Mestieri Pietro Lazzarini (aprile 2014)
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AUTORITRATTI I. NUOVE GEN(d)ERAZIONI

A cura di Donatella Lombardo e Giorgia Benedetta Soncin in collaborazione con MAMbo, Museo d'Arte Moderna di Bologna e Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Dal comunicato stampa dell’evento:
“Autoritratti I. Nuove Gen(d)erazioni inaugura un percorso di approfondimento sui rapporti fra donne e arte in Italia promosso dal MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, intitolato Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea. Focalizzandosi sulla fase di formazione delle artiste, questa prima mostra include opere proposte da giovani studentesse o diplomate dell'Accademia delle Belle Arti di Bologna, selezionate dalle curatrici Donatella Lombardo e Giorgia Benedetta Soncin con la collaborazione di Uliana Zanetti, ideatrice dell'intero progetto.
Autoritratti I. Nuove Gen(d)erazioni diventa così punto di congiunzione e dialogo tra l'Accademia delle Belle Arti di Bologna e la principale istituzione d'arte contemporanea della città, indicando nei due maggiori enti deputati alla formazione e alla esposizione pubblica dell'arte snodi fondamentali per l'accesso alla professione artistica e per la configurazione delle dinamiche sociali e simboliche che caratterizzano la presenza delle artiste sulla scena pubblica. Ricerca e riconoscimento diventano oggetto di una riflessione condivisa fra le artiste, invitate a collaborare coralmente alla concezione della mostra e all'allestimento, rispettando sia l'impulso all'espressione individuale sia la necessità di attivare un'attenzione reciproca per veicolare pubblicamente un interesse comune.
Protagoniste della rassegna sono Tiziana Abretti, Mariela Canchari (Maca’n), Federica de Ruvo, Laura Guerinoni, Monica Lasagni, Giulia Martini, Sara Menegatti, Chiara Pagliai, Simona Paladino, Margherita Righini e Maria Savoldi, con opere che spaziano dalla pittura all'installazione, dalla fotografia alle arti tessili.
Nella varietà di poetiche, modalità espressive e tecniche che contraddistingue i loro lavori, il comune denominatore che costituisce il principale trait d'union tra le artiste e che percorre la mostra resta la ricerca di consapevolezza identitaria, non solo su un piano individuale ma come giovani donne che attraverso la loro arte si interrogano sulla propria visione di sé e del mondo.
Nel corso della Notte Bianca, la performance di Alessia Lusardi & Rosetta Termenini Foresta Nera (2012).”


Per maggiori approfondimenti è possibile consultare il catalogo “Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell’arte italiana Contemporanea”, Corraini edizioni, 2013.
Oppure consultare la seguente pagina facebook, alla voce “Album”: https://www.facebook.com/donatella.lombardo.370/media_set?set=a.10201682520761405.1073741832.1131346333&type=1&pnref=story